BELLARIA IGEA MARINA
La storia
Bellaria Igea Marina è il comune più giovane d'Italia essendo stato istituito nel 1956.
Il nome "Bellaere" si crede dovuto a Papa Gregorio XII che nel 1409, ospite di Carlo Malatesta dopo essere sfuggito a re Ladislao di Napoli intenzionato ad imprigionarlo, affacciandosi alla finestra del palazzo avrebbe esclamato, con gran sollievo: "Oh, che bell'aere!", dopo aver lungamente aspirato l'aria balsamica proveniente dal mare e dalle verdi e lussureggianti boscaglie che in quei tempi ricoprivano l'intero territorio.
In verità il nome di Bellaria è anteriore a questa epoca; il luogo infatti è ricordato come castello e rocca dei Malatesta nel testamento fatto da Malatesta da Verucchio nel 1311.
Igea Marina porta invece il nome di Igea, figlia di Asclepio, dea greca simbolo di salute e benessere in onore delle virtù terapeutiche dell'acqua e dell'aria di mare. Fu così battezzata nel 1905 da Vittorio Belli, medico e studioso di botanica, che iniziò in quell'anno il rimboschimento della zona a destra del Fiume Uso. Il suo sogno era quello di creare un'oasi verde, una pineta che chiamò appunto Igea Marina.
Ai giorni nostri l'imponente Torre Saracena (utilizzata nel '600 e nel '700 come baluardo difensivo contro le incursioni dei pirati "saraceni"), il Castello Benelli e Villa Torlonia testimoniano un passato in bilico tra storia e leggenda.
Personaggi illustri amavano e frequentavano Bellaria Igea Marina in passato: il poeta Giovanni Pascoli ("Zvanin"), che si recava alla Trattoria della Speranza (nella Borgata Vecchia) ogni qualvolta si trovava in Romagna e lo scrittore
Alfredo Panzini, che vi passava le vacanze estive nella villa di sua proprietà, la
"Casa Rossa".